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Tutti rapiti ……da ‘Diabolik’

2014-10-20 12:21 by elfa (letto 1953 volte)
Uscito il nuovo album dei ‘Bolero’

Sta riscuotendo enorme successo, ma di questo non ci sorprendiamo, il nuovo album dei ‘Bolero’ che anche questa volta ci hanno e ci fanno sognare con le loro voci, con  i loro testi e la loro musica facendoci immergere in un mondo che oscilla tra il fantastico ed il reale.  Il nuovo album ‘Diabolik’ è dedicato ai 50 anni del ‘Re del terrore’, ricorre infatti quest’anno il 50° anniversario della pubblicazione del fumetto delle sorelle Giussani nelle edicole italiane.


L’album contiene 10 brani di cui 4 dedicati ai personaggi del fumetto: il primo ‘Diabolik’  è un brano rock dal sound energico dedicato al ‘Genio del crimine’, il secondo è una metall-ballad dedicata alla sua compagna Eva Kant dal titolo omonimo, il terzo è la colonna sonora dal titolo ‘Last train to Clerville’, il quarto è ‘Altea’ dedicato alla compagna dell’ispettore Ginko. I Bolero sono una band originaria della provincia di Brindisi, fondata nel 1984 composta da: Antonio Bruno (chitarre e voce), Rocco Palazzo (tasiere), Maurilio Mimmi (basso) e Paolo Colazzo (batteria). Dopo diversi lavori discografici, fatti nel corso degli anni, il gruppo subisce una notevole evoluzione del sound, che si riscontra nei loro 3 album. Tra questi si menzionano il brano ‘E poi ti accorgi del vento’ (dedicato al pilota Marco Simoncelli), contenuto nell’ album “Dylan Dog ed altre storie”(2012), uscito il 20 gennaio dello stesso anno, in memoria appunto del 25° compleanno del pilota del MotoGp.


Il secondo lavoro discografico è stato ‘Argento puro’ (contenente 11 brani) uscito il 29 giugno, data ricorrente dalla scomparsa di Vittorio Gassman e ricordato attraverso il brano ‘L´amor segreto’; all’interno del quale ne troviamo traccia recitante dello stesso attore, oltre che due eccezionali collaborazioni: il batterista americano Mike Terrana e il soprano Graziana Palazzo. il 3° album della band, “Diabolik” La loro lunga attivitá discografica parte dal 1987 con il loro primo 45 giri “Occhi di Lupo” e arrivando ai giorni nostri con apertura anche a contaminazioni di stili diversi. Per saperne di più intervistiamo il tastierista Rocco Palazzo


Come mai vi sieti ispirati proprio a Diabolik?

“Non è un caso se siamo riusciti a realizzare questo lavoro su Diabolik da ragazzino e tuttora colleziono i fumetti del ‘Re del terrore’. Un giorno mi sono accorto che Diabolik stava nel DNA dei Bolero,  lo spiega il fatto che le lettere iniziali della parola Bolero cioè Bol  sono contenute  all’interno del nome Diabolik”.


Ora, oltre a godervi il meritato successo di questo bellissimo album, in cosa siete impegnati?

“Attualmente il gruppo sta lavorando e rifinendo l´opera rock inedita “Juliet”, che sarà presto pubblicata. Ispirata appunto alla storia di “Romeo e Giulietta di William Shakespeare”.

Di quanti brani è composta?

“L’opera è composta da 14 brani di cui 2 strumentali e 12 cantati in 3 lingue (5 brani in italiano, 5 in inglese e 2 in latino)”.

Chi ci partecipa?

“L’organico presente alle registrazioni in studio è stato il seguente: la band Bolero (chitarre, tastiere, basso e batteria), un quartetto d´archi (2 violini, viola e un violoncello), un soprano (la voce solista che ha interpretato Giulietta), un coro (8 elementi tra cui le voci femminili: Soprano e Mezzosoprano, mentre le voci maschili: Tenore e Baritono)”.

Che tipo di musics avrà l’opera ‘Juliet’?

“Le sonoritá musicali di ‘Juliet’ sono il giusto connubio tra musica rock, classica-lirico-sinfonica, ottenuta dall´equilibrio sonoro tra canoni prettamente classici, intrecciati nel registro puramente rock, il tutto dosato con gusto e armonia”.


Oltre a Juliet Montecchi da chi è composta la formazione?

“Oltre a Juliet Montecchi, che canta e interpreta il ruolo primario, la formazione è composta da noi Bolero, coadiuvati da un quartetto d’archi e da un coro lirico di otto cantanti. Le musiche dell’opera sono composte da noi e arrangiate magistralmente da Antonio Bruno (Pan Pot Studio), nonché chitarrista della band.


a cura di Roberta Valeriani

 
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